Acquisto prima casa: agevolazioni fiscali e requisiti

Se tutti sanno che quando si effettua una compravendita immobiliare si devono pagare delle imposte sull’acquisto, un po’ meno noto è che queste imposte variano a seconda dei casi e che si applicano in percentuali od importi differenti.
Imposte più ridotte si applicano sugli acquisti effettuati con i cosiddetti “benefici prima casa”, agevolazioni fiscali cui l’acquirente ha diritto in presenza di determinati requisiti -da valutare sempre unitamente ad operatori del settore- quali l’acquisto di un immobile non di lusso o vincolato (esclusi quindi gli acquisti di ville, castelli, palazzi vincolati per pregi artistici o storici, case di lusso, rientranti nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9), l’avere la residenza anagrafica nel territorio del Comune ove è sito l’immobile (o quantomeno l’impegno a trasferirvela entro 18 mesi dalla data dell’acquisto, pena la decadenza dal beneficio, oppure lo svolgimento di attività lavorativa in detto Comune o ancora altre specifiche ipotesi) nonché il non essere titolare di altro immobile -sito nello stesso Comune ed anch’esso acquistato con i benefici prima casa- oppure impegnarsi a venderlo entro un anno dall’acquisto in questione (ciò accanto ad altre ipotesi più articolate).

Nelle ipotesi suddette l’acquirente dovrà quindi versare l’imposta di registro nella misura proporzionale del 2%, oltre a 50,00 euro per l’imposta catastale ed ad ulteriori 50,oo euro per quella ipotecaria, entrambe applicate in misura fissa: ciò in caso di acquisto da privati oppure da imprese che vendono in esenzione IVA.

Qualora invece l’acquisto venga effettuato da un’impresa con vendita soggetta ad IVA, questa si applicherà nella misura ridotta del 4%, e l’acquirente dovrà versare in misura fissa di 200,oo euro per ciascuna le imposte di registro, ipotecarie e catastali. Avv. Patrizia Trabucco

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