Contribuzione spese manutenzione impianto idrico…

Un punto fermo in materia di contribuzione nelle spese di conservazione e manutenzione dell’impianto idrico condominiale anche da parte dei condomini che si siano distaccati dall’impianto in questione. Un breve commento alll’ordinanza della corte di cassazione N.28616 del 29 novembre 2017.

L’ordinanza della Suprema Corte (Sez.VI – 2), n. 28616/2017 ha indicato alcune linee di principio, anche alla luce di precedenti pronunciamenti della Corte stessa (tra cui Corte Cass, n. 28679 del 2911), per risolvere il problema della necessità di partecipazione o meno nelle spese di manutenzione e conservazione dell’impianto idrico condominiale, anche da parte del condomino che se ne fosse già distaccato.
La Corte di Cassazione, investita della questione, ha stabilito che anche il condomino che si sia legittimamente distaccato dall’impianto idrico condominiale centralizzato, pur essendo esonerato dal contributo alle spese per il consumo dell’acqua ai sensi dell’art. 1123, comma 2, c. c., e pur se il distacco fosse da ritenersi ammissibile ai sensi degli artt. 1120 u. c. e 1118 u. c., sempre del cod. civ vigente, anche post Riforma ex L. n. 220 del 2012, debba pur sempre considerarsi tenuto al pagamento delle spese di conservazione e manutenzione dell’impianto idrico condominiale, proprio ai sensi della normativa vigente ed in assenza di diversa previsione in eventuale Regolamento di Condominio, trovando dette spese la ragione del loro fondamento nella destinazione alla conservazione di un manufatto comune e cioè dello impianto idrico condominiale. In definitiva la Suprema Corte ha risolto la controversia con una applicazione di tipo analogico, nell’ordinanza n. 28616/2017, dell’ultimo comma dell’art. 1118, cod. civ., con argomentazioni in linea di massima convincenti, anche se resterebbe da vedere:

  1. se l’ultimo comma dell’art 1118 c. c., abbia o meno carattere di norma eccezionale o di eccezione alla regola generale e se, allora, in caso di risposta positiva, debba ritenersi inapplicabile per analogia allo impianto idrico, trattando la norma di cui sopra solo dell’impianto centralizzato di riscaldamento e di condizionamento dell’aria e;

  2. se un impianto idrico in condominio sia da considerarsi o meno un impianto centralizzato in senso stretto, vista la particolare morfologia del manufatto, per cui l’acqua perviene ai condomini (normalmente) da tubazione di adduzione esterna al Condominio e che (normalmente) tale manufatto, fino al punto di diramazione, non è di proprietà condominiale, ma bensì di un altro ed autonomo soggetto o ente..

Sulla correttezza dei principi posti a fondamento della commentata ordinanza n. 28616 del 2017 (pubblicata per esteso sul sito Altalex), chi scrive ne ha qualche dubbio, forse non del tutto peregrino.

Avv. R. Negro

Coordinatore Centro Studi Appc Genova

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