FLAX TAX e imposte sulla casa

Le vicende politiche hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica, e in modo prepotente, la flat tax (tassa piatta), l’imposta lineare con una o due aliquote sul reddito imponibile che andrebbero a sostituire i cinque scaglioni oggi presenti.

Pare opportuna una breve riflessione per capire come questa rivoluzione potrebbe incidere sulla tassazione immobiliare.

E’ bene partire dall’inizio, cioè da quando si è cominciato a parlare di tassa piatta, una novità assoluta che, sino a pochi mesi fa, era assolutamente sconosciuta alla stragrande maggioranza degli elettori e non era minimamente presente nei dibattiti “specialistici” che coinvolgevano politici, economisti ed esperti di finanza. Si deve dare atto all’Istituto Bruno Leoni, prestigioso “think tank” italiano e all’ex presidente dell’istituto, Nicola Rossi, di avere introdotto, con rigore scientifico e senza alcuna estremizzazione da “campagna elettorale”, nel dibattito politico culturale la questione flat tax intesa come proposta di radicale riforma del sistema tributario vigente.

E che tale riforma debba (o dovrebbe) costituire una priorità assoluta per qualunque forza politica è cosa talmente evidente che nessuno che abbia gli occhi per vedere può negare, a meno che decida volutamente di non vedere. Per citare le parole dello stesso Rossi “ il fisco di oggi costituisce un freno non più sostenibile per l’economia italiana.

Per la sua straordinaria complessità, per il suo peso eccessivo, per la sua strutturale inefficienza, e come se non bastasse, per la sua limitata portata redistributiva”. Affermazioni che, chi scrive, condivide in toto.

Senza entrare nel merito tecnico della proposta di Rossi, per l’argomento che ci riguarda più da vicino, è prevista l’abolizione di quelle tasse, definite “incomprese e incomprensibili” come IRAP,IMU e TASI.

Credo che, come associazione della proprietà, la proposta di Rossi, che si discosta da quella contenuta nel contratto di governo, che peraltro, al momento, è stata solo abbozzata, soprattutto per la previsione di una sola aliquota al 25%, si debba sostenere senza indugio o tentennamento.

Non è più il tempo delle battaglie settoriali, la riforma della tassazione sulla casa può passare solo attraverso un radicale ripensamento dell’intero sistema impositivo italiano. E la flat tax, se non sarà estremizzata e se verrà presentata e giustificata con le argomentazioni pacate ma razionali e scientificamente elaborate di Nicola Rossi, potrebbe essere la chiave di volta per la trasformazione della macchina fiscale a beneficio non solo della proprietà immobiliare ma di tutti i cittadini.

Mario Fiamigi

Vice Presidente Nazionale APPC

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