La Tassa unica sulla casa, l’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri

In modo inaspettato nel dibattito infuocato che avviluppa la manovra di bilancio è spuntato un emendamento a firma dell’onorevole Alberto Gusmeroli intitolato “Nuova IMU” che unifica in un’imposta sola le attuali IMU e TASI.

Il lodevole intento del promotore è quello di semplificare l’incomprensibile ed inesplicabile caos normativo che ha accompagnato sin dall’inizio l’IMU e la TASI costringendo il contribuente proprietario a destreggiarsi tra rebus fiscali a volte irrisolvibili e a fronteggiare duecentomila aliquote (si, avete capito bene 200mila) che simboleggiano plasticamente la demenzialità di un sistema che sembra sia stato costruito con il solo intento di affliggere il cittadino.

Tutto bene quindi?

Be, mica tanto visto che secondo l’emendamento l’aliquota della nuova imposta potrebbe salire fino all’ 11,4 per mille con il rischio di un aumento generalizzato della pressione fiscale.

Quindi i proprietari pagherebbero la (possibile) semplificazione con l’aumento della tassa sul mattone. E visto che sino ad oggi al di là delle parole (tantissime, come le aliquote) spese dai politici a favore di una semplificazione mai attuata, al parlamento riesce sempre benissimo l’esercizio di accrescere l’imposizione fiscale i brividi corrono lungo la schiena.

Essendo ancora la discussione all’inizio e la manovra un cantiere aperto è auspicabile che questo punto venga corretto nel modo più opportuno.

Anche perché tutti dovrebbero essere ben consci che un aumento delle tasse sulla casa porterebbe a fare sprofondare ancora di più il comparto dell’edilizia che continua ad avvitarsi in una crisi senza fine.

E, come è universalmente noto, senza la ripresa dell’edilizia non avremo mai una vera ripresa economica.

Avv. Mario Fiamigi

Vice Presidente Nazionale APPC

Un pensiero riguardo “La Tassa unica sulla casa, l’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri

  • 27 giugno 2019 in 01:50
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    E’ incredibile come esistano delle situazioni normative, e quella dell’imposizione locale sulla casa ne è un fulgido esempio, che definire kafkiane è mooolto riduttivo.
    Infatti la IUC è l’acronimo di IMPOSTA UNICA COMUNALE e sottolineo UNICA però si scopre subito che la IUC è tanto unica che si compone di IMU che pure questa e UNICA infatti è l’acronimo di Imposta Municipale Unica. ma dentro la IUC c’è anche la TASI. Ma allora cos’è un gioco a prendere per i fondelli per non usare un’altra parola più cruda ma che rende meglio l’idea. Poi in nome di un federalismo male inteso e peggio applicato ci si ritrova che il povero cittadino contribuente se è così fortunato da avere immobili in più comuni rischia di impazzire. Si perchè ovviamente se consideriamo che i comuni italiani sono poco meno che 8000 ne discende che solo di imu e tasi ci ritroviamo 16000 potenziali aliquote, ma non solo poichè ogni comune può mettere detrazioni particolari ed aliquote imu o tasi particolari per ciascuna delle due imposte. Cosa vuol dire allora essere cittadino italiano, cosa vuol dire allora che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge? E’ pazzesco, assurdo, inconcepibile ed intollerabile eppure sta succedendo da anni. E questo popolo bue (tra di loro c’è anche il sottoscritto) continua ovviamente bovinamente a sopportare.

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