Mille Comuni

Nell’anno di Grazia del Signore appena trascorso, e che è il duemiladiciasettesimo, senza che l’Altissimo si sia deciso finalmente a ritornare su questa martoriatissima terra per sancire la fine dei tempi, – che qui molti davvero non ne possono più – sono successe molte, molte cose: poche belle, e le più decisamente brutte, ma io voglio parlarvi , invece, di ciò che non è successo: perché qualche volta un’assenza vale più di cento presenze, e una mancanza può essere molto più interessante di una dovizia.

Ma cos’è che non è successo e che ha risvegliato la mia attenzione ?

Bene, secondo una statistica di un autorevole istituto, nell’anno 2017, in ben 1.000 (mille) comuni italiani non vi è stata neppure una sola compravendita immobiliare.

Non conosco, purtroppo, il nome dei Comuni che detengono questo ben singolare primato, anche perché, a ben pensarci, mille comuni sono davvero tanti, ma proprio tanti.

Per darvi idea del fenomeno, i Comuni Italiani sono esattamente 7.982 (lo dice internet, quindi zitti e mosca! ) e quindi in più di un comune su otto non si è fatta neppure una compravendita immobiliare. Non una cantina, non un pollaio, non una semplice nicchia dove si infilano i contatori della luce, nulla di nulla è stato comprato, nulla di nulla è stato venduto.

Fa un po’ di effetto questa immagine di desolazione, che sembra di quei paesi del lontano West, dove gli unici rumori li fa il vento che soffia lungo la polverosa ed unica strada, facendo oscillare con sinistro cigolio il cartello che segna il nome della cittadina…

Ma quali saranno questi paesi “fantasmi” , almeno quanto ad acquirenti e venditori di immobili ?

Qualcuno si chiamerà, magari,  Morterone (prov. Lecco con 36 abitanti e una superficie di 13,47 Kmq ) o forse sarà la nostra bellissima Rondanina (prov. Genova 64 abitanti e 12,63 Kmq) e qui non ci stupiamo, perché con così pochi abitanti è persino statisticamente poco probabile che a qualcuno di quei fortunati superstiti venga voglia di vendere la propria casa, che peraltro se ce l’avessi io, la terrei più curata di una finestra con vista mare a Portofino.

Poi però necessariamente, se i comuni sono ben mille, non possono certo appartenere tutti alla categoria dei micro-insediamenti.

E allora qualcuno si chiamerà anche, che so, Brossasco (1.066 abitanti prov. Cuneo) o Pastorano (3.051 abitanti prov. Caserta) o Pontremoli (7.284 abitanti prov. Massa Carrara), comuni magari non grandissimi, ma non con un numero irrisorio di abitanti.

Insomma mille comuni possono costituire alcuni milioni di persone che, in un anno, non hanno compravenduto neppure un garage o uno scantinato.

Il mercato immobiliare, da sempre, è stata la vera e propria spina dorsale dell’intera economia nazionale, anche perché, per il vero, è sempre stato anche il “centro” della vite delle persone, anzi di un particolare tipo di persone, quelle che, in totale silenzio, e azzarderei, anche qualche volta in piena solitudine, lavorava per 12 ore al giorno e risparmiava per tutte le 24 ore , sabato sera inclusi, per potersi comprare il suo sogno racchiuso tra quattro mura un pavimento e un soffitto, magari stuccato con gli angioletti. Gli stessi che, sempre in silenzio, senza sventolare bandiere, senza ideologie o strane idee di come dovrebbe andare il mondo, hanno costruito tutto quello di buono rimane in questo sciaguratissimo paese.

Se in una nazione muore il mercato delle case, se muore nel cuore della gente la voglia di avere qualcosa di pienamente concreto e tangibile, che appartenga alla persona e alla sua famiglia nel senso più profondo del termine, nel quale trascorrere gli anni, vivere le emozioni e i cambiamenti di una intera esistenza, allora vuol dire che in quella nazione, qualcosa davvero non va più, che il suo midollo non produce più sangue e anticorpi, che ogni alito di voglia di vivere è scomparso.

Se poi in quella nazione, i vari governi succedutisi hanno (tar)tassato la casa al punto che si è spenta qualsiasi seria ragione economica per acquistarla, allora, vuol dire che la classe dirigente ha commesso nei confronti dei suoi cittadini una drammatica strage tanto feroce quanto incommensurabilmente stupida, come il disgraziato che tornando a casa spara con la pistola a moglie e figli e poi si suicida, non pensando che se almeno avesse invertito l’ordine del processo, iniziando dal suo suicidio, le conseguenze sarebbero state meno drammatiche.

E parlo in metafora di suicidio, perché la catastrofe del 2012 con l’aumento “monstre” della tassazione degli immobili , non solo ha impoverito gli italiani, ma ha stroncato anche lo stesso impositore, in quanto la grande flessione del valore della casa, ha provocato, oltre che una forte recessione, una grande diminuzione delle compravendite immobiliari con conseguente grande compressione del gettito fiscale.

E che piaccia o non piaccia proprio questo hanno fatto; operazione quasi più idiota che crudele, più controproducente che malvagia, più masochista che ingiusta.

La tragedia vera è che normalmente l’uomo è ricolmo di ogni più nefasto vizio, ma quando nell’essere umano la stupidità prevale persino sulle peggiori malvagità del suo animo, allora bisogna incominciare a preoccuparsi seriamente.

Disma Vittorio Cerruti

Direttivo APPC Genova

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