Sui diritti del mediatore. Orientamenti del Tribunale di Genova.

 

Si segnalano in questa sede e si portano all’attenzione del lettore, che pensiamo interessato alle tematiche e ancor più ai pronunciamenti giurisprudenziali in materia di contratto di mediazione, tre sentenze del Tribunale di Genova e della sezione cui è affidata e che si occupa di tale materia, che possono dare a chi si interessa dello specifico tema, alcuni “orientamenti operativi” , che possono intendersi quali indicazioni a carattere, per cosi dire, “consolidato” in (e su) questioni riguardanti il rapporto che viene ad instaurarsi tra cliente e mediatore.

La prima sentenza (Tribunale Genova, sez. III civ., 24 settembre 2014, Giudice Unico La Mantia), si occupa della annosa questione della sottoscrizione del preliminare di acquisto di immobile privo di certificato di abitabilità, circostanza, comunque, nota alla parte promittente acquirente.

La seconda (Tribunale Genova, sez. III civ., 29 dicembre 2014, Giudice Unico La Mantia), fa riferimento e si occupa del diritto alla provvigione in capo al mediatore, da considerarsi sussistente quando vi sia stato un rapporto di causalità “tra la conclusione dell’affare e l’attività intermediatrice”.

La terza (Tribunale Genova, sez. III civ., 15 luglio 2015, Giudice Unico Cannata), prende in esame sempre il diritto alla provvigione del mediatore e ne individua il “presupposto” nella “messa in contatto” dell’alienante con l’acquirente.

Tutti e tre i pronunciamenti, pertanto, si riferiscono al (e prendono in esame il) diritto alla provvigione, ex art. 1755 cod. civ., del mediatore, individuandone i presupposti e cercando di determinare le condizioni ed il momento in cui (ed in base a cui) viene o meno a sorgere tale diritto, indicando, per cosi dire, il discrimen, su cui poter statuire per il diritto o per la mancanza del diritto mediatorio ad essere “provvisionato” e non a lucrare, semplicemente, su di un mero rimborso delle spese sostenute.

A voler concludere, sia pure sommariamente, sull’argomento e dall’esame delle sentenze di cui sopra, si possono ricavare alcune costanti esegetico – interpretative, e precisamente:

  1. Il contratto preliminare, stipulato tra le parti, obbliga le stesse alla provvigione a favore del mediatore, anche nel caso che il preliminare sia riferito ad un immobile privo di certificato di abitabilità e tale circostanza, comunque, sia nota alla parte promittente acquirente, in quanto sono, in ogni caso, soddisfatti i requisiti di cui agli artt. 1754 e 1755 c. c.;

  2. Quando la proposta di parte proponente l’acquisto sia conforme alla proposta della parte venditrice, nel senso che risultino tutti gli elementi idonei a regolare definitivamente il rapporto, si è in presenza di un vero e proprio contratto e non di una mera “bozza di contratto” e, pertanto, con consequenziale diritto del mediatore alla provvigione;

  3. Il diritto alla provvigione sorge quando la conclusione dell’affare sia in “rapporto causale” con l’attività del mediatore stesso.

Per completezza, si deve dire che, a sostegno delle soluzioni proposte, sussistono conformi precedenti pronunciati giurisprudenziali di legittimità, tra cui, ad esempio, Cass. Civ., n. 6871/2004 e Cass. Civ., n. 13064/2004.

Avv. Roberto Negro

Coordinatore Centro Studi APPC Genova

 

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