Vigilia di elezioni

Mentre sto scrivendo, a ventiquattro ore dal voto, non ho la benché minima idea di chi vincerà le elezioni qui a Genova, anzi a dire il vero, non sono riuscito neppure a formarmi un’idea sul candidato al quale dovrei conferire la fiducia, anche perché – personalmente – la mia fiducia si è esaurita ormai da tempo, e in questa società mi sento ormai come un crocifisso nell’ufficio di Stalin.
Gli è che, ormai, non esiste più neppure un “meno peggio” a cui affidarsi, anche perché siamo tutti finiti in un immenso vortice, che come il gigantesco gorgo di Maelström, ha inghiottito tutto, ma proprio tutto: ha ingurgitato non solo l’ottimo, il buono e il sufficiente, ma nelle sue terrificanti profondità sono spariti anche e persino il mediocre, l’insufficiente e, appunto, il meno peggio. E’ solo rimasto il pessimo, ma solo perché, trattandosi di negativo assoluto, non può essere ulteriormente degradato.
Allora, oltre a non votare, non per protesta, ma per dignità, l’unica cosa che posso fare è dare sfogo alla mia morbosa curiosità sul come questo gigantesco gorgo si è formato, e com’è che siamo finiti dentro.

Allora si presti attenzione sul programma con il quale, cinque anni fa si era presentato il candidato che poi ha vinto queste elezioni, quindi, per definizione, se si potessero ancora usare categorie logiche, il candidato “migliore” del mazzo ( vi avverto: se vi viene da pensare “immagina cos’è il peggiore” verrete arrestati per il reato di eccesso colposo di legittima banalità)
Internet, non lo maledirò mai abbastanza, ma per fare certe ricerche è fenomenale: ho trovato qiundi in pochi secondo il programma elettorale del nostro primo cittadino uscente, che era stato eletto con il programma di cui vi sottoporrò alcuni brevi propositi, che trovo davvero umoristici (sempre cercare il lato positivo di qualsiasi cosa).

Si incomincia con un’analisi della citta che deve stata essere copiata dal bigami di un sussidiario di quinta elementare, per giungere ad una soluzione la cui radicalità, ma forse ancor più la cui originalità, sono così spinte, che quasi incutono timore nel lettore: “Per queste ragioni c’è bisogno di una politica forte e intelligente, capace di trovare adeguate soluzioni alle tante questioni che devono essere affrontate e risolte ” Difficile pensare a qualcosa di più unico, specifico e da nessuno mai detta. Forse è per questa ragione che il candidato è stato poi premiato dagli elettori.

Sconvolgenti poi le parole spese dal sindaco uscente sul porto nell’ambito del suo “Progetto di città”: “ E’ necessario che l’amministrazione rivolga prioritariamente il proprio impegno alla costruzione di un modello di governance unitaria capace di dar vita ad un progetto condiviso di città portuale.

Esso deve assicurare, nel rispetto della piena autonomia dei singoli soggetti, lo sviluppo di una capacità progettuale unitaria che risponda all’esigenza di rendere sempre coerente e compatibile lo sviluppo del porto con lo sviluppo della città.” Caspita!, concetti che sprizzano concretezza e operatività immediata da tutti i pori…

“Per converso la struttura comunale, la sua diramazione sul territorio, potrà essere un proficuo strumento per l’attività di monitoraggio dell’autorità giudiziaria. Dovrà nel complesso essere chiaro che il Comune di Genova intende in ogni modo che gli sia possibile non lasciare acqua per nuotare agli squali della criminalità organizzata.”. Ricordo pochi giorni fa una vecchietta appena picchiata e gettata a terra durante uno scippo del centro storico, che sconsolata mormorava “Scindaco, non son manco arrivâ insciä spiaggia !” E se vedete qualcuno in via XX Settembre cadere a terra e rotolarsi sul marciapiede, non chiamate l’ambulanza, che non serve a niente: è solo uno squalo a cui è venuta a mancare l’acqua: si – lo so – fa un po’ effetto vedere lo squalo rantolante sul marciapiede, ma si sa che anche la legalità ha un prezzo.

Dalle sopraesposte considerazioni, discende necessariamente che nessuno ha mai letto il programma del candidato, che poi diventerà sindaco, e lo ha votato o per disciplina di partito, o per fiducia (escluderei invece la simpatia come movente).
Però accettare di votare chi nel proprio programma si pone come obiettivo nientepopodimeno che l’“Elaborazione di un progetto integrato di E-democracy” toglie ogni diritto al mugugno, ogni speranza al riscatto e ogni dignità all’elettore.
Da ciò ineluttabilmente deriva che il vortice che ci inghiotte lo abbiamo semplicemente creato noi, e ci siamo finiti dentro, semplicemente perché lo abbiamo creato tutto attorno a noi girando in tondo nell’acqua milioni di bastoncini di ghiacciolo fino a far ruotare il mare in un gorgo inarrestabile che ci inghiottirà tutti.
Prima di sprofondare negli abissi, però, non riesco a evitare un particolare che mi sembra il capolavoro assoluto di tutti i tempi della comicità involontaria, che riassume in sé tutto il dramma e il patos di questa tragedia: in fondo a ciascuna pagina del programma appare inesorabilmente la dicitura “Copyright 2012 “. Ora devo finire qui l’articolo che devo fare la spesa per mia moglie: sulla lista delle cose da comprare scriverò anche io “Copyright 2017” che maniman me la copiano…

Genova li 10 giugno17

Disma V. Cerruti

www.dismacerruti.it

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