Una norma nata male e gestita peggio

Una norma nata male e gestita peggio

Nell’articolo pubblicato sul Quotidiano del Condominio del Sole24ore Vincenzo Vecchio, presidente nazionale di APPC, mette in risalto, con la consueta lucidità e chiarezza, l’ennesima puntata, dal titolo “blocco dei crediti d’imposta dopo il primo passaggio”, di quella tragicommedia in cui si è trasformata, mese dopo mese, l’odissea del superbonus. Come al solito per rimediare agli errori compiuti in sede di elaborazione si cerca di intervenire, dopo che quasi tutti i buoi sono gà scappati dalla stalla, ma lo si fa in modo scriteriato e dilettantesco e le conseguenze (il rischio di non trovare un compratore del credito d’imposta) andranno a ricadere sulle spalle e sui portafogli  dei proprietari immobiliari che si sono ingenuamente fidati delle leggi approvate dal Parlamento e promulgate dal Capo dello Stato. Appc si farà carico di portare davanti al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica tutto lo sconcerto e l’indignazione dei piccoli proprietari.

Avv. Mario Fiamigi
Segretario Nazionale A.P.P.C.

Troppi cambiamenti nella normativa del 110% e l’ultimo sulla cessione rischia di bloccare i lavori

Mi riferisco alla norma sul super bonus110%, sia nella versione ecobonus che in quella sisma bonus.

La norma è stata introdotta con la legge n.77 del 17/07/2020, già meno di un mese dopo subiva delle modifiche e le ultime, che si sono aggiunte dopo, sino alla legge di bilancio approvata il 30/12/21, hanno cambiato per ben 10 volte il quadro normativo di riferimento in modo sostanziale a volte stravolgente. In meno di 17 mesi si sono avuti ben undici cambiamenti con norme primarie seguite o anticipate ogni volta da decine di circolari dell’ Agenzia delle Entrate, comunicati, annunci, faq, risposte ad interpelli spesso contraddittori. Spesso la stessa gerarchia delle fonti non è stata rispettata.

Una norma nata male per carenze di uso corretto della tecnica normativa (difetto endemico delle norme degli ultimi decenni), ma soprattutto frutto di una scarsa conoscenza di principi basilari di economia politica.

Quanto si sente dire che basta aumentare la domanda perché l’offerta si adegui, si ignora quello che gli economisti hanno insegnato da sempre: ad una offerta rigida, se aumenta la domanda, il mercato risponde aumentando i prezzi dei beni e dei servizi. L’offerta rigida riguarda i beni non riproducibili (come materie prime) o prodotti che richiedono un certo tempo per poter essere immessi sul mercato (come macchinari).

Ma la rigidità dell’offerta riguarda anche le prestazioni professionali in senso largo, manodopera specializzata, tecnici professionisti. Con una impostazione non giustificabile e vessatoria si è impedito la detrazione fiscale degli onorari dell’amministratore di condominio dovuti proprio per avviare e gestire le procedure.

L’aumento del prezzo dei beni e dei servizi professionali, inclusa anche la manodopera specializzata è quello che si è immediatamente verificato subito dopo l’emanazione della norma sul super bonus. Quindi dal punto di vista economico abbiamo assistito ad un aumento del debito pubblico a cui non ha corrisposto una analoga produzione di beni. Inoltre le logiche speculative hanno determinato il trasferimento di risorse dal settore produttivo (imprese edili, professionisti ecc.) al settore burocratico. Le imprese hanno continuato a lavorare a prezzi pressoché stabili, ma l’offerta da parte dei General Contractor ha lucrato intorno al 30% del costo del prodotto finito a cui va aggiunto l’agio bancario per la attualizzazione del credito che ha inciso ancora per l’8%.

Quindi per ogni milione di euro di spesa pubblica avviata sul mercato il beneficio, in valore dei beni creati, è stato meno del 40%. Altro che moltiplicatore di keynesiana memoria, siamo alla speculazione finanziaria pura e parassitaria.

A tutto ciò si è accompagnato il messaggio che è tutto gratis suscitando aspettative e frustrazioni essendo palese che il tutto gratis riguarda solo una platea infinitesimale di soggetti a fronte di un debito miliardario pagato da tutti e soprattutto dalle prossime generazioni. Stante la scarsità tra l’altro di manodopera qualificata molti lavori verranno fatti male e aumenteranno gli incidenti sul lavoro.

L’ultima notizia di ulteriore cambiamento normativo è l’articolo 26 della bozza del decreto legge Sostegni ter varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri: verrà bloccata l’ulteriore cessione dei crediti d’imposta dopo il primo passaggio, quindi la cessione sarà possibile una volta sola, dopo, il cessionario, dovrà usare il credito direttamente, senza possibilità di girarlo ulteriormente.

La motivazione di tale operazione è astrattamente corretta: evitare che decine miliardi di euro di cessione siano di fatto una truffa gigantesca e un trasferimento di capitali da riciclare e da avviare al mercato dei bitcoin. Ma la pezza, come al solto, è peggio del buco, per colpire la malavita organizzata e i truffatori seriali si introducono ulteriori norme, inciampi burocratici, asseverazioni, visti ecc. che colpiscono soprattutto i contribuenti onesti.

Tacito, alcuni millenni fa, stigmatizzava la produzione abnorme di leggi nell’antica Roma: il succedersi di scontri tra fazioni determinò una proliferazione di norme rispondenti più all’interesse di una parte che a quelli della società in generale. L’antica Roma si riattualizza millenni dopo.

Come APPC chiediamo che la cessione non venga bloccata , si trovino strumenti idonei, è possibile farlo, per evitare il blocco dei cantieri. Una proposta potrebbe essere che si riduca il numero delle transazioni e che i soggetti finali a riceverle siano istituti di credito o addirittura Cassa Depositi e Prestiti.

Vincenzo Vecchio
Presidente Nazionale APPC

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