Superbonus…. al capolinea

Superbonus…. al capolinea

Sul Superbonus si assiste a confronti e proposte che dimostrano la scarsa cultura giuridica ed economica di buona parte della classe politica ed associativa italiana. Il Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 (Decreto Rilancio) tocca pesantemente aspetti di natura edilizia, fiscale, civilistica e penale. E’ in assoluto il peggior provvedimento normativo emanato anche a causa della entità delle risorse impegnate e senza la consapevolezza del loro importo reale.

Due provvedimenti hanno devastato la finanza pubblica e il sistema economico in questi anni: Superbonus e bonus facciate.

Su entrambi come Appc, in diversi documenti e convegni, sin dalla loro introduzione e in totale isolamento, avevamo manifestato non solo delle perplessità, ma addirittura prefigurato quello che sarebbe puntualmente successo e che purtroppo si è verificato.

I guasti del Superbonus

Facciamo un elenco sintetico e forse neanche completo dei danni causati da Superbonus:

  1. a fronte di un aumento della domanda, causata dal Superbonus, e alla rigidità dell’offerta si è verificato un incremento dei prezzi e una scarsa qualità delle opere. Stante inoltre una normativa approssimativa nella forma e farraginosa nella sostanza si sono avute truffe miliardarie. I costi in edilizia si sono incrementati di oltre il 75% rispetto all’anno precedente l’emanazione del Decreto Rilancio. Distribuire sulle piazze, liberamente, biglietti di 500 euro ai passanti avrebbe creato meno danni all’economia e al sistema, ma soprattutto sarebbe stato più equo.
  2. non avendo indicato nel provvedimento il numero di edifici su cui intervenire né le priorità dell’intervento (restringendo per esempio l’intervento agli edifici più energivori e più vecchi) la spesa è stata fuori controllo: si è passati da una stima iniziale di 36 miliardi ad un costo reale che supera ad oggi i 140 miliardi. Il tutto per far beneficiare della “lotteria” miliardaria meno del 3% degli edifici e soprattutto quelli delle classi sociali medio alte.
  3. IL Decreto Rilancio emanato nel 2020 ha subito in meno di 2 anni oltre 20 modifiche sostanziali con decreti e leggi successive. Delle circolari e comunicati vari e risposte della Agenzie è impossibile indicare il numero.
  4. Non essendosi intervenuti sulla normativa che regola il condominio e in particolare sull’art. 1135 c.c. (fondo obbligatorio), 1136 c.c. (maggioranze assembleari), soggettività del condominio, qualificazione degli amministratori, si è incorsi in sistematiche violazioni che inficiano la validità delle deliberazioni. Molte delibere sono state assunte senza un minimo approfondimento e analisi dei rischi, l’importate era fare presto e subito, anche se male, tanto pagava lo stato. I pochi amministratori di condominio che invitavano alla prudenza e a sottoporre i contratti al vaglio di un legale venivano redarguiti dai condomini sotto l’effetto della “droga superbonus tutto gratis”.
  5. Mancava un obbligo di prestazione di polizze decennali postume per vizi costruttivi e di garanzie fideiussorie sul reale completamento delle opere. Molti contratti contenevano clausole vessatorie e tra queste la deroga al foro competente.
  6. Era necessario garantire che le imprese che avviavano le procedure fossero idonee alla esecuzione delle opere. Sono nate migliaia di imprese improvvisate senza capitali e senza capacità professionale. Le associazioni degli imprenditori edili hanno chiuso entrambi gli occhi e tollerato, senza contrastarlo, il fenomeno di imprese nate solo per spartirsi la torta degli interventi che spesso non venivano neanche iniziati. C’è stata una specie di pesca a strascico sugli appalti.
  7. Il bonus ha avuto effetti distorsivi sul mercato e fiscalmente regressivi: si sono avvantaggiati soprattutto i contribuenti con redditi alti e si è permesso la realizzazione di super profitti e truffe miliardarie. Ha operato un Robin Hood alla rovescia, si sono trasferite risorse da chi paga le tasse e non trae vantaggi dal provvedimento a favore di pochissimi fortunati, soprattutto soggetti dotati di redditi elevati.
  8. Il danno si è riversato anche sulla attuazione del PNRR, oggi oltre 1.400 appalti non hanno imprese che partecipano al bando, preferiscono il Superbonus. Inoltre l’effetto dell’incremento dei costi si è riversato sui bandi di gara per opere pubbliche andati deserti perché gli importi non erano più in linea con il nuovo aumento dei prezzi.
  9. Molte opere di manutenzione nei condomini che si sarebbero comunque fatte, non rientrando nel super bonus, non sono state più appaltate per l’aumento dei costi né lo saranno in futuro.

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