Effetti sui prezzi e sui costi dell’adeguamento delle case alla direttiva europea

Effetti sui prezzi e sui costi dell’adeguamento delle case alla direttiva europea

In un recente studio di Banca d’Italia, il numero 818 del 14/11/23 (L’impatto della classe energetica sui prezzi delle case), viene analizzato l’aumento dei costi di costruzione delle case per rispettare le nuove normative europee per la l’efficienza energetica.

Nell’arco di un anno la Banca d’Italia ha pubblicato due studi che hanno ad oggetto l’efficientamento energetico degli immobili.

Nel primo studio, ottobre 2022 (Costs and benefits of the green transition envisaged in the Italian NRRP. An evaluation using the Social Cost of Carbon) vengono esaminati gli effetti derivanti dal super bonus 110% ed emerge l’assoluta inadeguatezza tra fini perseguiti dalla normativa, costata oltre 150 miliardi, e i benefici reali in termini di costo /beneficio. La conclusione è disarmante: << il superbonus nonè conveniente per contrastare il cambiamento climatico>>; addirittura si scrive <<Paradossalmente, i programmidi efficienza energetica potrebbero persino aumentare le emissioni se stimolano una domanda aggiuntiva di energia (“effetto rimbalzo”)>>.

Il recente studio focalizza l’analisi sull’incremento dei prezzi che si andranno a determinare sul mercato immobiliare dopo l’introduzione delle nuove norme europee (Energy performance of buildings directive – Epdp). In Italia, evidenzia lo studio, già oggi, dopo la realizzazione del super bonus, nelle offerte immobiliari di vendita di case, quelle comprese dalla classe A1 alla A4 rappresentano appena il 10% , mentre i 65% è collocata nelle classi più basse (F e G).

L’effetto quindi del super bonus 100 sul mercato dei prezzi ha avuto due conseguenze: aumento del valore e del prezzo degli immobili efficientati (meno del 3%) e la diminuzione del valore degli edifici abitativi su cui non si è intervenuti. Un classico macroscopico esempio di distorsione e iniquità nella distribuzione casuale delle risorse pubbliche. Alcuni contribuenti hanno vinto la lotteria, ma il biglietto è stato pagato e verrà pagato da altri. Il tutto nel silenzio di associazioni imprenditoriali e sindacali.

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