Impugnazione delibere assembleari

L’art. 1137 cc prevede che, contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio, ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l’autorità giudiziaria chiedendone l’annullamento nel termine perentorio di trenta giorni che decorre dalla data di deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione per gli assenti.

Si tratta di un termine di decadenza (cioè si decade dal diritto di proporre l’impugnazione quindi la delibera spiegherà i suoi effetti anche se fosse contraria alla legge o al regolamento) che impone la notifica dell’atto di citazione di impugnazione all’amministratore entro i trenta giorni.

L’impugnazione si concretizza in un atto giudiziario (atto di citazione) che instaura una causa civile davanti al Tribunale o al Giudice di Pace (sarà competente il Giudice di Pace se il valore della delibera impugnata non supera i 5000 euro, in tutti gli altri casi è competente il Tribunale) e che si concluderà con una sentenza.

Trattandosi di una causa civile si dovrà obbligatoriamente ricorrere all’assistenza di un avvocato.

Non è possibile proporre l’impugnazione in una forma diversa dall’atto di citazione quindi raccomandate, telegrammi, mail non possono mai costituire una formale impugnazione .

Ricevuto l’atto di citazione l’amministratore dovrà al più presto convocare l’assemblea per portarlo a conoscenza dei condomini (art. 1131 cc), non essendo legittimato a costituirsi in giudizio senza autorizzazione (Cass. sez. unite 18332/2010 e 2859/2014 che hanno modificato il precedente orientamento).

L’assemblea potrà decidere o meno di resistere in giudizio, in  caso affermativo potrà nominare direttamente il legale che patrocinerà il condominio o demandare la scelta all’amministratore.

La giurisprudenza ha elaborato un vizio delle delibere, la nullità, relativo a quei casi, particolarmente gravi e importanti, che riguardano oggetti impossibili o illeciti o che travalicano la competenza dell’assemblea.

Le delibere nulle possono essere impugnate da tutti, anche da chi ha votato a favore perché l’azione generale di nullità prevista dall’art. 1421 cc può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse, anche oltre il termine di trenta giorni.

L’impugnazione non sospende l’esecutorietà della delibera che però può essere disposta dall’autorità giudiziaria su istanza dell’attore, qualora ne ricorrano i presupposti (che sono gli stessi dei giudizi cautelari cioè fumus boni juris e periculum in mora), anche prima dell’inizio del giudizio di merito. Ovviamente si tratterà di una decisione provvisoria che potrà essere confermata o rovesciata dalla sentenza definitiva.

Avv. Mario Fiamigi

 

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