COMUNICATO STAMPA
“Delibera SPIMsullo studentato diffuso: mancatoconfrontopreventivoconle Associazionidellaproprietà e dell’inquilinatofirmatarie dell’Accordo TerritorialedelComunediGenovadel03/06/2025”.
Le scriventi Associazioni della proprietà e dell’inquilinato firmatarie dell’Accordo territoriale del Comune di Genova ai sensi della Legge 431/98, depositato in data 03 giugno 2025, che disciplina anche i contratti di locazione per studenti, intervengono a seguito dell’approvazione in Consiglio Comunale della delibera che autorizza SPIM a destinare 60 immobili ad un progetto di studentato diffuso in social housing.
Su un tema così rilevante per gli equilibri del mercato abitativo cittadino, desta forte perplessità la scelta di procedere senza un preventivo confronto con le rappresentanze che, ai sensi della legge 431/1998, sono chiamate a definire le condizioni concrete di applicazione dei contratti per studenti. Come già avvenuto in passato, la discussione si è svolta escludendo le Associazioni della proprietà e dell’inquilinato, espressione della rappresentanza sindacale prevista dalla normativa di settore, finendo per svilirne il ruolo e rischiando di compromettere l’efficacia degli strumenti previsti.
Il coinvolgimento delle Associazioni non ha natura formale né autorizzativa rispetto alle scelte dell’Amministrazione, ma è funzionale a garantire che le decisioni politiche possano tradursi in strumenti realmente applicabili. Operare in assenza di questo passaggio significa esporsi al rischio di costruire interventi difficilmente attuabili nella pratica.
Il dibattito sviluppatosi in sede consiliare ha inoltre evidenziato come il tema sia stato in più occasioni affrontato con logiche di contrapposizione, producendo dichiarazioni ed emendamenti che risultano non coerenti con il quadro normativo vigente e con il funzionamento concreto dei contratti per studenti.
Il risultato è un duplice vulnus: da un lato un problema di metodo, legato alla mancata attivazione di un confronto preventivo con i soggetti competenti; dall’altro un problema di merito, legato al rischio di compromettere l’efficacia degli strumenti che si intendono introdurre.
Le scriventi Associazioni ribadiscono che il proprio ruolo non è quello di esprimere un assenso sulle scelte di destinazione del patrimonio pubblico, ma di contribuire, con le competenze riconosciute dalla legge, alla definizione di regole attuative chiare, sostenibili e concretamente applicabili.
Alla luce di quanto accaduto, si ritiene indispensabile che nelle prossime fasi venga attivato un confronto strutturato e tempestivo, al fine di evitare che interventi potenzialmente rilevanti per la città si traducano in strumenti difficilmente utilizzabili o inefficaci rispetto agli obiettivi dichiarati.
Per le Associazioni della proprietà:
Ape Confedilizia – APPC – ASPPI – Unioncasa – UPPI
Per le Associazioni dell’inquilinato:
Aniag – Feder.Casa Confsal – Sicet – Sunia – Uniat
